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Broadband Summit 2010
Pochi immaginavano la sincerità dell’intervento di Nicola D’Angelo, commissario AGCOM, ieri durante il Broadband Summit 2010 tenutosi a Roma.
Il commissario non ha usato giri di parole per descrivere la situazione italiana della Rete Internet, troppo poco valorizzata dal Governo e non ancora considerata abbastanza di fondamentale importanza per il futuro del Paese, rallentando lo sviluppo di infrastrutture e industrie.
D’Angelo ha sottolineato la presenza di diversi progetti locali spinti da aziende pubbliche o private ma ciò indica la mancanza di un progetto a livello nazionale coordinato dallo Stato ed è anche a causa di questo problema che, per esempio, i famosi fondi di 800 milioni di euro sono ancora bloccati e i 20 di finanziamenti sembrano solo fumo negli occhi.
Il fatto che manchi una regolamentazione del mercato porta, secondo il commissario, il Nord ad avere un grande numero di piccoli Internet
Provider che si costruiscono autonomamente una Rete, il problema è che in questo modo si corre il rischio, anche nello stesso Comune, di avere cittadini che possono navigare in Internet ad una velocità molto superiore ad altri che risiedono nelle vicinanze ma in una zona di influenza di un’altro Internet
Provider con Rete più lenta e lo stesso discorso si applica ad industrie e aziende.
Secondo gli Internet
Provider per garantire la diffusione della "Cultura della Banda Larga" e dell’ADSL dovrebbe avere un ruolo centrale e cruciale il Governo che potrebbe promuovere iniziative nelle scuole e nei luoghi pubblici ma si è fatto notare come l’assenza di un apposito Ministero complichi enormemente l’azione da intraprendere.
Infine si è toccato anche l’argomento "Decreto Romani" che, secondo molti, nonostante l’epurazione nella sua stesura definitiva che non equipara più totalmente Internet e TV non si distanzia abbastanza chiaramente dalla sua prima "assurda" proposta e questo farà nascere in futuro discussioni e contenziosi per chiarire i punti in ombra rallentando ulteriormente lo sviluppo della Banda Larga, dell’Adsl e di Internet.
Ciò di cui si sente maggiormente la mancanza in Italia è una classe dirigente che capisca come lo sviluppo della Rete Internet sia fondamentale per garantire alle future generazioni la possibilità di competere internazionalmente con cittadini cresciuti nella visione di Internet = Diritto, Internet = Libertà e forse il problema deriva proprio da questa necessaria libertà totale del Web che spaventa molti, soprattutto chi puo’ controllare quasi totalmente l’informazione di un Paese con la Televisione che ancora oggi rappresenta il principale strumento informativo per l’80% degli italiani.
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