Adsl, banda larga ed economia: il piano francese
29/10/2008
"Ogni francese, ovunque esso abiti, beneficierà entro il 2010 del diritto di accesso a internet a una tariffa accessibile, inferiore a 35€ al mese (materiale incluso), per una velocità
minima di 512 kbit/s. Velocità minima e tariffa massima possibile saranno aggiornate ogni anno. Un gara per le offerte sarà lanciata nel primo semestre 2009 e rivolta agli operatori e alle
collettività locali".
Non si tratta di una semplice dichiarazione di intenti ma della "azione n.1" del piano per lo sviluppo dell'economia
numerica proposto dal governo francese e presentato il 20 ottobre da Eric Besson all'Eliseo.
Come al solito il piano porta il marchio della radicalità, un po' patetica tipica dell'esecutivo francese, tanto nel tono che nei contenuti. Le proposte si chiamano "azioni" e l'obiettivo esplicito è
quello di fare della Francia la nazione faro dello sviluppo digitale europeo. Tuttavia va riconosciuto che il piano parte da un principio essenziale e abbraccia una enorme quantità di temi.
Il principio di fondo è che lo sviluppo del digitale non è una conseguenza ma un presupposto dello sviluppo dell'economia tutta. "..." Di più: l'economia numerica puo' e deve essere
una risposta alla crisi. L'obiettivo è che essa possa arrivare contare nel prodotto interno lordo entro il 2012 tra il 12% e il 17% (come in Corea ed Usa). E dunque cosa si fa? Si investe: 10
miliardi in 10 anni come previsto dalla "Legge per la modernizzazione economica". In verità non è ancora completamente chiaro dove si prenderanno e come si ditribuiranno i fondi. E' invece
assodato che una parte dovranno venire dalle misure previste dal piano stesso. Come i 2 miliardi di "divendi numerici" attesi dell'attribuzione frequenza della Tv digitali, o il miliardo atteso
dalla vendita della IV licenza mobile a un nuovo operatore.
L'altro merito del piano è quello di essere completo: prende in considerazione si ai temi che gli attori del settori, il tutto riassunto in 4 grandi
orientamenti.
1 - Assicurare l'accesso veloce alla rete e ai servzi digitali.
Si vuole garantire lo sviluppo della banda larga attraverso il potenziamento della rete fissa via cavo per eliminare la piccola fetta di digital divisi delle zone rurali e portare l'alta velocità
ovunque. Finora su 18 milioni di abbonati, 16,7 hanno connessioni ad alta velocità.Tanto le collettività locali quanto gli operatori privati dovranno impegnarsi nel potenziamento delle
infrastrutture: adsl, cavo, wi-max, wi-fi. In definitiva, puntando direttamente sul potenziamento delle connessioni fisse e mobili si punta allo sviluppo dei servizi che producono ricchezza:
dalle offerte con opzioni multiple, all'indotto aperto dallo sviluppo delle tv digitali.
2 - Sviluppare la produzione e l'offerta dei contenuti numerici.
Qui le idee sono molteplici: dagli aiuti alle giovani imprese a quello per la ricerca nei software al
potenziamento dei giochi online tanto a fine meramente ludico quanto a fini educativi. E ancor prima creare un repetoriocommerciale de i dati e delle opere numeriche. Vi è pero' un ostacolo di fondo
ce in definitiva viene eluso: la questione dei DRM. L'imperativo è quello di diffondere i contenuti solo avendo assicurato la loro protezione. E su questo si preconizzare una riflessione di fondo
comune con l'unione europea per trovare standard interoperabili. In verità sulla libera fruizione dei contenuti (l'accesso ai contenuti in P2P per esempio) la posizione francese è lontana dall'
avere posizioni illuminate.
3- Accrescere e diversificare gli usi e i servizi numerici.
Il punto saliente è qui quello della sicurezza. Solo con maggior livello di sicurezza (riguardante innazitutto i pagamenti e i conti bancari) l'e-commerce puo' svilupparsi appieno. Non solo il
digitale deve essere declinato in tutti gli aspetti della vita sociale in modo tale da divenire parte integrante della cultura nazionale. Si va dalla carta di identità elettronica per tutti a partire
dal 2009, alla creazione di un dossier medico online per ogni persona (una banca dati della salute del paese), passando per la "e-justice" con la possibilità di iniziare una procedura giudiziaria
online e informarsi sulle pratiche da seguire. Tutti i settori sono coinvolti: sanità, giustizia, istituzioni amministrative, scuola, imprese.
4 - Rendere moderna la governance dell'econimia numerica
Ossia "adattare le organizzazioni e i modi di gestione" dell'economia numerica: politiche pubbliche coordinate, sistemi di gestione dati e informazione omogenei, sostegno alle imprese capaci di
innovare e operanti nel mondo dell'ITC. L'ambizione chiaramente espressa è quella di limitare lo strapotere dell'Icann nella gestione della governance mondiale dei dati.
Pro e contro
Quello che ci premeva sottolineare è stato già evidenziato. Sebbene la situazione non è la stessa, la Francia come l'Italia deve affrontare una crisi economica
pesante. E lo fa scegliendo di investire in maniera decisa in un settore strategico.
Quanto al piano risulta completo e ambizioso. Tuttavia l'impostazione non è sempre coerente agli occhi di tutti.
Una delle misure per lo sviluppo del mercato digitale è ad esempio la vendita separata di software e hardware. La volontà di fondo è quella di favorire lo sviluppo di software europei. Al
contempo pero' niente si dice sullo sviluppo di software gratuiti, che prefigurano un livello di cooperazione maggiore di un sistema chiuso (soprattutto al livello europeo).
Ugualmente l'impostazione riguardante la protezione dei DRM fa a pugni con le pratiche di ditribuzione attuali dei contenuti digitali. Va bene: un modo di "monetizzare i contenuti" ci deve essere. Ma
ancorarsi ai DRM o proporre soluzioni poliziesche come la legge Hadopi non rappresenta un vero passo in avanti.



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