La Commissione Europea cerca consiglio
05/03/2010
Le norme UE attualmente in vigore in materia di obblighi di servizio universale nel campo delle telecomunicazioni risalgono al 2002 perciò la Commissione Europea ha avviato una consultazione al fine di trovare l’approccio migliore per garantire a tutti i cittadini della Unione Europea la disponibilità dei servizi di telecomunicazione di base aggiornando norme elaborate quasi dieci anni fa e che data la rapidità dell’evoluzione di questa materia oramai risultano essere obsolete anche se in fondo queste norme vogliono garantire alle popolazioni delle zone rurali o ultra periferiche e alle fasce a basso reddito un accesso a prezzi contenuti alle rete telefonica e a Internet. 
La Commissione desidera acquisire pareri sui seguenti aspetti fondamentali.
Elementi di base del servizio universale: la definizione attuale di servizio universale era stata elaborata sulla base dei tradizionali servizi di telefonia vocale, ma tale approccio è ancora valido nel dinamico contesto digitale odierno? Quali strategie dovremmo utilizzare per garantire ai consumatori a basso reddito o a quelli delle zone rurali e ultra periferiche l’accesso e l’uso dei servizi di telecomunicazione di base?
Banda larga: una diffusa copertura in banda larga è essenziale per rafforzare la crescita e l’occupazione in Europa. Tuttavia, il 23% della popolazione delle zone rurali non ha accesso alle reti fisse in banda larga. Per conseguire l’obiettivo della UE di garantire a tutti la banda larga, è opportuno avvalersi dei principi del servizio universale o esistono opzioni più efficaci, quali la concorrenza in un mercato delle telecomunicazioni aperto o altri approcci strategici?
Flessibilità nazionale e approccio coordinato a livello UE: lo sviluppo dei mercati delle telecomunicazioni, la disponibilità della banda larga, le scelte dei consumatori e le risposte dei governi al cosiddetto “digital divide” possono variare in misura considerevole da un Paese all’altro. Qual è il giusto equilibrio tra un intervento coordinato a livello UE e la necessità di garantire la flessibilità a livello nazionale?
Finanziamento: in che modo andrà finanziato in futuro il servizio universale? si dovrà prevedere un contributo finanziario da parte del settore delle telecomunicazioni per garantire una copertura universale in banda larga o dovrà essere il settore pubblico a farsi carico dei finanziamenti, dal momento che altri settori dell’economia e la società nel suo insieme beneficeranno di tali interventi?
Il 30 marzo 2010 la Commissione organizzerà a Bruxelles un seminario aperto al pubblico per permettere uno scambio di opinioni tra consumatori, operatori del settore, esperti e altre parti interessate mentre la consultazione durerà fino al 7 maggio 2010 e, se necessario, sarà seguita da proposte legislative entro la fine dell’anno per cercare di intervenire il più rapidamente possibile sui problemi maggiori.
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