La dottrina Sarkozy o il progetto di legge "Antipiratage"
03/11/2008

Con una maggioranza schiacciante il senato francese ha approvato Giovedi sera il progetto di legge "Création e internet" proposto dal ministro della cultura Christine Albanel. Di cosa si tratta in dettaglio?

Il progetto, detto anche "loi antipiratage" nasce dalla volontà dell'esecutivo francese di trovare una soluzione che limitasse lo scambio illegale in rete di contenuto audio e visivo protetto dal diritto di autore. E il metodo più efficace è sembrato subito quello della dissuasione attraverso misure decise: sospensione della connessione a internet da tre mesi a un anno, con obbligo di pagamento per l'abbonamento in corso.

Tale disegno, aveva già incontrato l'opposizione della Commissione Affari dello stesso senato francese e della Commissione Europea. Sebbene preceduta da due avvertimenti, la sospensione dell'abbonamento per l'utente contravviene due principi essenziali:

1 - Viene applicato dalla "Hadopi" (alta autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su internet) appositamante creata dalla legge senza l'avallo dell'autorità giudiziaria.

2 - Contraddice il principio di sanzione equilibrata.

Inoltre, sospendere l'abbonamento significa tagliar fuori l'utente dall'insieme dei servizi chepossono essere inclusi nell'abbonamento come le tefeonate e la stessa televisione oltre ai semplici dervizi di email.
Per tale ragione si proponeva semplicemente di multare che si mostrasse recidivo nello scaricare più volte.
Invece, a dispetto degli emendamenti presentati, il senato ha approvato il disegno di legge che allo stato attuale prevede:

- la creazione dell'Hadopi, che potrà intervenire sempre senza autorizzazione del giudice.

- la "risposta graduale", ossia il principio di ammonire chi viene scoperto a scaricare: la prima volta semplicemente via mail , la seconda per raccomandata postale o con qualsiasi altro mezzo che valga come prova giuridica.

- la sospensione dell'abbonamento, (con l'obbligo di continuare a pagare lo stesso) che puo' estendersi da 1 mese a 1 anno. Durante tale periodo il proprietario dell'abbonamento sarà schedato in una "lista degli esclusi" e sarà impossibilitato a sottoscrivere altri abbonamenti presso altri operatori.

Quello che i senatori hanno integrato è il principio di limitazione dell'abbonamento: non rientrano nella sospensione i servizi di telefonia e televisione e ...la connesione mail. Inoltre i filtri imposti all'abbonato saranno applicati caso per caso e non in maniera generalizzata.

Dal disegno di legge alla dottrina.

L'importanza del disegno non è limitata alla sola misura di sospensione che tanto fa discutere. Un punto  chiave è nella natura della autorità (Hadopi). In Francia questa sarà formata da un collegio di 9 membri (di cui 4 di nomina direttamente politica) e una commisione di 3 agenti. Inoltre è chiaramente espressa la possibilità per i suddetti membri di far parte, direttamante o indirettamente, di imprese private legate al settore delle telecomunicazioni. Ora si badi che alcuni aspetti del disegno hanno rilevanza economica. Esempio: per proteggersi contro il download sulla sua propria linea, ogni utente dovrà adottare un software di protezione tra quelli indicati da una lista che stabilirà la stessa Hadopi. Inoltre l'adozione della legge punta ad accelerare lo sviluppo della interoperabilità dei contenuti (audio e video) su cui i principali produttori si erano impegnati. 

Come si vede questi punti hanno rilevanza che supera i confini francesi. Per questo la legge che verrà fuori dopo approvazione dell'Assemblea nel gennaio 2009, avrà un peso determinante per le future decisioni europee.

La tesi della sospensione come mezzo ultimo di dissuasione avrà dalla sua l'argomento della prova: sarà facile dimostrare la sua efficacità circa il numero di download in più o in meno. In nome della interoperabilità e dello sviluppo di software protettivi, sarà facile far passare cio' che è una semplice interdizione contro una pratica "illegale", come un progresso.

La deriva dal disegno di legge alla "dottrina" è che per mettere ordine nella fruizione dei contenuti informatici si finisce per focalizzare la discussione sul tipo di interdizione più efficace, perdendo di vista i presupposti dell'intervento.

A tal proposito è curioso come la Tribune abbia pubblicato solo oggi un "avviso" della CNIL, organo di controllo per la privacy su internet, che interrogata sullo stesso disegno scrive:

"Si osserva ugualmente che gli unici motivi invocati dal governo per giustificare la creazione del meccanismo affidato all'HADOPI sono il risultato della costatazione di una diminuzione del giro d'affari delle industrie culturali. A tal proposito, si deplora che il progetto di legge non sia accompagnato da uno studio che dimostri chiaramente che gli scambi di file "da pari a pari"(P2P) siano il fattore determinante della diminuzione delle vendite in un settore che è in piena mutazione grazie soprattutto allo sviluppo di nuovi modi di distribuzione delle opere umane in formato numerico".







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