L'Adsl nel mondo, e noi?
15/10/2009

La qualità e la velocità dell’ADSL italiana lasciano veramente a desiderare, questo mostra una ricerca promossa da Cisco che ci rilega al 38esimo posto su 66 Paesi analizzati.

Il bilancio sulla qualità e la velocità dell'ADSL in Italia che emerge dai risultati di una ricerca promossa da Cisco, e condotta dalla Said Business School della University of Oxford e dalla Universidad de Oviedo, sulla base dell'indice Broadband Quality Score (BQS), che prende in considerazione la capacità delle infrastrutture di rispondere alle necessità di utenti e aziende tramite un algoritmo che le ha quantificate contestualizzandole con l'attuale momento storico, questo algoritmo parte dal presupposto che oggi il fabbisogno è pari a 3.75 Mbps in download, 1 Mbps di upload e tempi di latenza di 95 ms.

I 66 paesi sono stati classificati prima in tre gruppi tra cui svetta quello dei primi venti per rapporto qualità, velocità e diffusione, mentre chiude quello dei paesi che si ritengono soddisfatti con una diffusione della banda larga tra il 20% e il 40% con velocità molto basse.

Per chiarezza partiremo dal fondo della classifica dove troviamo raggruppati paesi come India, Nigeria, Kenya, Egitto e Indonesia che significa che questi paesi presentano caratteristiche totalmente insufficienti ossia ben al di sotto della media mondiale.

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Nel secondo gruppo dei tre ci troviamo al terzultimo posto e dietro di noi ci sono solo Grecia e Ungheria, mentre ci sovrastano paesi come Lituania, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Portogallo e simili, dato che dovrebbe per lo meno far riflettere riguardo ai cambiamenti e alle innovazioni di cui il bel-paese ha disperatamente bisogno per uniformarsi ai paesi che ci servono da punti di riferimento per le previsioni di crescita.

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Ai primi 20 posti i migliori contano Corea del Sud, Giappone, Honk Kong e per l’Europa si trova già al quarto posto la Svezia ma anche Olanda (6° posto), Lussemburgo, Danimarca, Malta, Lituania, Irlanda, Francia, Estonia e Belgio.

http://www.iptv-news.com/iptv_news/october_09/?a=141118



In base a questi tre gruppi è stata stilata una classifica mondiale basata sui dati degli anni precedenti (nel 2008 ci trovavamo al 32esimo posto, nel 2009 retrocediamo nonostante l’indice Italiano sia cresciuto ma meno di altri paesi) che divide i paesi in 5 categorie, "pronti per il futuro", "godono di un buon livello ad oggi", "sono nella media attualmente normale", "sotto la media" e "largamente sotto la media".

L’Italia per ora si trova ancora nel gruppo « nella media » ma al penultimo posto il che significa che se non ci impegna da subito per spingere lo sviluppo della banda larga ci ritroveremo presto, molto presto, dalla parte dei paesi che sono per la maggior parte in via di sviluppo o che per scelta non permettono che lo sviluppo delle nuove tecnologie interessi tutta la popolazione ma sia ristretto a gruppi elitari.

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Il Rapporto Caio pubblicato il 12/03/2009 sullo stato della banda larga italiana aveva predetto e approfondito ulteriormente questi dati a dir poco sconcertanti sul progresso Italiano in questo campo.

La speranza è che sia gli apparati amministrativi che le grandi aziende di telecomunicazioni si rendano conto della gravità della situazione e si adoperino per riprendere il ritardo che finora abbiamo accumulato rispetto ai nostri concorrenti.



 

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