Open Acces e lo scorporo della rete di Telecom Italia
15/12/2008

Scoporare la gestione della infrastruttura da quelli dei servizi. Questo è lo scopo dell'ultima iniziativa di Telecomitalia con la creazione di "Open Access".
 
Si tratta di una novità importante che, nonstante tutti i limiti , è una iniziativa volta a dare impulso al mercato.

Come spiegato dallo stesso Bernabé, Open Acces sarà una struttura interna che, insieme ad altre, si occuperà di garantire le migliori condizioni di accesso alla rete a tutti i providers. Occupandosi al contempo della manutenzione e dell'assistenza, al pari di quanto avrebbe dovuto fare un organo indipendente preposto allo scopo.

L'esigenza iniziale, infatti,  era qualla di realizzare uno divisione totale tra la rete come infrastruttura e i servizi offerti su di essa dai vari provider. Divisione che esiste in Inghilterra e che la Commissione europea vorrebbe vedere relaizzata un po' dappertutto. In maniera intelligente dunque Telecomitalia compie una sorta di fuga in avanti e scongiura che si arrivi ad una espropriazione della rete. Lo stesso AD ha dichiarato: «Poichè il processo di apertura delle rete è comunque inevitabile vogliamo guidare noi il processo, assumendoci la responsabilità di investire sulla rete che per noi è una possibilità di business e quindi meglio che questi investimenti li facciamo noi piuttosto che i nostri competitor».

E' vero che siamo lontani dalla realizzazione di situazioni di totale autonomia. Ma in Italia, nel quadro generale dei conflitti di interesse prensenti, ci sembra di poter prendere questa come una buona notizia. E avviene in un momento abbastanza critico per il mercato.

Dunque è comprensibile la reazione dei principali concorrenti che non trovano nulla di veramente rivoluzionario nell'iziativa, leggendola piuttosto come un correttivo minimo necessario. Recriminazioni a parte, è pur vero che  una effettiva concorrenza sul mercato tiene ad un insieme di elementi, e che un eguale accesso alla infrastruttura e ai suoi servizi, è solo la premessa di base.

Tuttavia Opena Access, resta un passo in avanti anche rispetto alla situazione di altri paesi europei quali Francia, Germania, Danimarca ecc. Non si puo' non registrare il plauso della Associazione Anti Digital Divide come si nota qui. Il Garante ha già evidenziato la sua soddisfazione per una iniziativa che giudica "seria e concreta" su un tema cosi delicato. Si spera dunque che la relizzazione effettiva di condizioni di maggiore parità possa stimolare maggiormente tanto le offerte quanto la domanda interna.

A raffreddare gli entusiasmi v'è sicuramente la decisione dell'aumento del canone da rete fissa da parte della stessa Telecom. Da Febbraio la linea fissa costerà 1,26€+iva in più. Ma tant'è.

Questa volta pero', tanto Telecom quanto i suoi competitors saranno chiamati a rispettare gli impegni : su un più corretto sviluppo della struttura, ma anche sul prezzo delle offerte che si attendono finalmente competitive. 


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